www.not-usury.com

Testo dello esposto inviato nell' ottobre 2006 alla Procura di Genova ed altri competente

a procedere contro i magistrati di Firenzee per chiedere la verifica (che i magistrati di Firenze non hanno fatto nonostante i miei solleciti) del pagamento di interessi usurari alla banca confrontando gli interessi da me pagati sul mutuo e pagati sui conti correnti alla Cassa di Risparmio, con le tabelle di rilevazione del limite (TEGM) del tasso di usura come definito dall'art 2 della legge N° 108/96.

__________________________________________________________________________________________

Mittente:
Luciano Mario Rossi
Manciano Ceriolo 92
52043 Castiglion Fiorentino
Arezzo
Cell.3385275258
e-mail lucianomario.rossi@poste.it

DESTINATARI:

1-Presidente del Consiglio On. Prodi, Roma, e-mail:  redazione.web@governo.it

1-Ministro della Giustizia, Via Arenula 70, 00186 ROMA, e-mail: mastella-m@posta.senato.it

2-Garante della Privacy Piazza Monte Citorio 121, 00186 ROMA;e-mail: garante@garanteprivacy.it

3-Corte di Appello di Genova, Piazza Portoria 1- 16100 GENOVA;e-mail: ca.genova@giustizia.it

4-Corte di Assise di Appello di Genova, Piazza Portoria1, GENOVA,

5-Tribunale di Genova Piazza Portoria 1, GENOVA e-mail : tribunale.genova@giustizia.it

6-Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova ,e-mail: procura.genova@giustizia.it

7-Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Genova,
Piazza Portoria 1, GENOVA e-mail: pg.genova@giustizia.it, segramm.pg.genova@giustizia.it

8-Corte d'Appello di Firenze, Via Cavour, 57 -50100 FIRENZE, e-mail: ca.firenze@giustizia.it

9-Procura Generale della Repubblica Presso la Corte d'Appello di Firenze, Via Cavour, 57 -50100 FIRENZE e-mail:     pg.firenze@giustizia.it

10-Corte di Assise di Appello di Firenze, Via Cavour, 57 -50129 FIRENZE e-mail: cancelleria.assise.corte.ca.firenze@giustizia.it

11-Tribunale di Firenze, Piazza San Firenze,5 - 50100 FIRENZE, e-mail: tribunale.firenze@giustizia.it

12-Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze Via Strozzi -50100 FIRENZE e-mail: procura.firenze@giustizia.it

13-Corte di Assise di Firenze Piazza San Firenze, 5 - 50122 FIRENZE e-mail: elisabetta.barbetti@giustizia.it

14-Sig Sindaco di Firenze ;: e-mail: sindaco@comune.fi.it
15-Ordine degli Avvocati di Genova e-mail: ordavvge@split.it

16-Ordine degli Avvocati di Firenze, V. Cavour, 57, 50129 Firenze, e.mail: segreteria@ordineavvocatifirenze.it

17-Centro di ascolto antiusura c/o Misericordia di Arezzo, e-mail: prevenzioneusura@katamail.com

18-Centro di ascolto antiusura c/o Misericordia di Firenze e-mail: prevenzioneusura@katamail.com

19-Avv. Fabbroni Silvia Clarice, Via Margaritone 9, 52100 Arezzo, e-mail: silviacla@libero.it

Oggetto:

1)- Richiesta estensione gratuito patrocinio (già concesso per la opposizione al sequestro dei miei beni contenuti in Via dei Vanni 45, e di cui al procedimento RG 6856/06 presieduto dal Giudice Raimondo) anche per essere assistito  dall' Avv Fabbroni Silvia Clarice (che ha già rinunciato)per la difesa nel procedimento esecutivo RG 82/97 + 338/2000, presieduto in origine dal Giudice Puliga Sebastiano e successivamente dopo la incriminazione di questo giudice da parte della Magistratura di Genova, sostituito dal Giudice Riccucci, ultima udienza 15 giugno 2006;


2)- Richiesta di avvalermi del gratuito patrocinio per essere difeso dall'avvocato Fabbroni nelle denunce querele promosse da me e visibili nel sito www.not-usury.com , ed elencate in prosieguo e con le quali mi sono opposto e mi oppongo alla vendita giudiziaria della abitazione di Via dei  Vanni 45, relativa al procedimento RG 82/97 + 338/2000 di cui sopra

3)- Richiesta di riunione e affidamento di tutti i procedimenti che mi riguardano ad un unico Magistrato e trasferimento degli atti alla Magistratura competente di Genova per incompatibilità ambientale e lo ostruzionismo della Magistratura di Firenze nei miei confronti.

Per i motivi esposti nella raccomandata n° 60472232989 del 03Apr06 inviata
al Giudice Riccucci, ed essere difeso in eventuali procedimenti promossi da
terzi contro di me dal medesimo Avv Fabbroni avvalendomi sempre del gratuito
patrocinio (MA ANCHE QUESTO  AVVOCATO DOPO NON AVERE FATTO NULLA DI CONCRETO HA RINUNCIATO )

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Il sottoscritto Luciano Mario Rossi, invalido civile al 75%, (All 1) orafo scultore, come documentato nel sito www.glyptics.com con riferimento ai procedimenti in oggetto, e precisamente:

procedimento RG 82/1997 + 338/2000 per la vendita della mia abitazione di proprietà a Firenze, presieduto in origine dal giudice Puliga Sebastiano, e dopo la incriminazione di questo giudice da parte della Magistratura di Genova sostituito dal giudice Riccucci, relativo alla vendita giudiziaria della mia abitazione di proprietà a Firenze,

e procedimento RG 6856/2006 , giudice Raimondo per il sequestro dei miei beni personali contenuti nella abitazione compresi tutti gli effettti personali di cui all'elenco allegato e facenti parte dei beni impignorabili di cui all'articolo 514 e 545 del cpc, compresa tutta la documentazione che mi si impedisce di recuperare per impedirmi e ostacolarmi nella difesa nel
procedimento RG 82/1997 + 338/2000, ancora entrambi in atto al Tribunale di Firenze,

con il presente reclamo il sottoscritto protesta per la conclusione di una vicenda che nel prosieguo descrivo e che come ho detto mi ha reso la vita impossibile per oltre 20 anni a Firenze, tra la totale indifferenza della Magistratura di Firenze e delle Istituzioni alle quali mi sono rivolto negli anni, e iniziata per una banale questione di determinazione della durata e del canone dovuto per un modesto laboratorio di proprietà dello "Istituto diocesano sostentamento clero" e che faceva parte del
"Beneficio parrocchiale" della cosiddetta "Chiesa di Dante Alighieri" a Firenze. Nel 1987 l' "Istituto Diocesano Sostentamento Clero" di Firenze avvalendosi della compiacente complicità del giudice Paparo Domenico e di
altro personale della Pretura di Firenze e di alcuni avvocati, tentarono di estorcermi circa Lire 2.500.000 computati per lo aggiornamento del canone del laboratorio (iniziato il primo gennaio 1978 a 65.000 lire mensili) e che
il giudice gli accordò anche retroattivamente alla richiesta, ed anche per i primi tre anni, nonostante che l'originario articolo 32 della legge detta dell' equo canone lo vietasse espressamente, e nonostante che io pagavo regolarmente il canone concordato.Denunciai tutti per truffa ed associazione a delinquere.(All 2)

Dopo questa denuncia tutto si è espanso a macchia d'olio, sono state coinvolte altre persone, sono seguite altre denunce da parte mia

Tutto si è concluso :

:

-con la aggressione del 7 febbraio 1988 (All 3) con cui mi si annichili dopo la mia denuncia contro il giudice Paparo e gli altri e che mi ha causato la invalidità permanente del 75% dovuta alla estrazione dello occhio destro e alla infezione del sangue causata dalle trasfusioni resesi necessarie in seguito alla enucleazione . Riconobbi uno degli aggressori nel figlio Massimo del
mio inquilino Visconti, ed accusai come accuso di esserne stati i mandanti il giudice Paparo Domenico, l'Istituto Diocesano sostentamento clero, il parroco Tassi Roberto, e gli altri che denunciai nel luglio 1987 di esserne
i mandanti . Per le ripetute trasfusioni che l' operazione di enucleazione dell'occhio comportò, ho contratto infezioni che non avevo prima, e come attestato dal certificato medico rilasciatomi alcuni mesi prima della aggressione (All 4)

-con la vendita il 27 febbraio 2004 alla asta giudiziaria della mia abitazione a Firenze acquistata con il mutuo e richiesta dall'ing Macciò Lino e dalla Cassa di Risparmio di Firenze , ed alla cui vendita mi sono opposto con ripetute denunce ( denuncia 1, denuncia 2, denuncia 3, denuncia 4, denuncia 5, denuncia 6, denuncia 7, denuncia 8 e denuncia 9) chiedendo una verifica che non è stat fatta, degli importi pretesi, per i motivi rilevabili nelle denunce e che espongo nel prosieguo.

-con lo sfratto dalla mia abitazione avvenuta il 27 luglio 2005 su ordinanza del Giudice Mascagni, da me denunciato nel 1987, e con l'intervento della Polizia che mi trascinò facendomi rimbalzare con il sedere dal quarto piano fin sul selciato della strada senza che fossero fatte le verifiche da me richieste ripetutamente alla Procura

-con lo sfratto dal laboratorio il 23 gennaio , per morosità con la Forza pubblica su ordinanza del giudice Paparo da me denunciato nel 1987, per le comprensibili poi sopraggiunte difficoltà economiche

inoltre denuncio che da un anno mi si impedisce di recuperare qualsiasi cosa contenuta nella abitazione ed indispensabile per la mia vita (abiti, biancheria ) ed il mio lavoro in quanto una stanza era adibita anche a luogo di lavoro e mi si ostacola inoltre nella difesa impedendomi da un anno di recuperare i documenti indispensabili per la mia difesa nei procedimenti esecutivi RG 82/1997 +338/2000 e RG e nelle denunce querele con cui mi sono opposto ad esse e precisamente:

1) - Denuncia querela verbalizzata il giorno 20 Febbraio 2004 al Comando della Finanza di via S Reparata 97 a Firenze e verbalizzata dal finanziere Sorrentino Bartolomeo e Bufano Gaetano ( http://www.not-usury.com/allegati/alleg_01/index.html )

2) - Denuncia querela verbalizzata il 28 aprile 2004 al Comando dei Carabinieri di Borgoognissanti a Firenze da Francesco Saporita , n° protocollo 58/1114 ( http://www.not-usury.com/allegati/alleg_02/index.html )

3) - Denuncia integrativa verbalizzata il 29 aprile 2004 al Comando dei Carabinieri di Borgoognissanti a Firenze dal Carabiniere Francesco Saporita, n° di protocollo 58/1114-1 ( http://www.not-usury.com/allegati/alleg_03/index.html )

4) - Denuncia querela verbalizzata il 26 agosto 2004 al Comando dei Carabinieri di Borgoognissanti a Firenze dal Brigadiere Gabriele Alessi, n° di protocollo 58/1114-3 ( http://www.not-usury.com/allegati/alleg_04/index.html )

5) - Denuncia querela depositata il 20 dicembre 2004 al Comando dei Carabinieri di Borgoognissanti al Maresciallo Francesco Saporita, n° di protocollo 58/3575 ( http://www.not-usury.com/allegati/alleg_05/index.html )

6) - Denuncia integrativa del 12 febbraio 2005 depositata alla Procura di Via Strozzi con allegato un CD contenente la scansione digitalizzata delle ricevute del mutuo e degli estratti dei conti correnti e controfirmata per il Cancelliere Stefania Totarelli dall'addetto Bonciani ( http://www.not-usury.com/allegati/alleg_06/deposito_CD_CRF.jpg )

7) - Denuncia querela al Comando Carabinieri Uffizi che mi fu fatta interrompere dal Comandante sotto la minaccia che mi avrebbe arrestato e mi impedì di verbalizzare che denunciavo i carabinieri e coloro che avevano fatto saltare la mia borsa lo avevano fatto di proposito per distruggermi i documenti cartacei e digitalizzati che avevo del portatile e nell'Hard Disk
( http://www.not-usury.com/allegati/doc_D/07_verbale_denuncia_CC/denuncia_CC.jpg )

8) - Denuncia querela verbalizzata alla Questura Centrale di Firenze dall' Ufficiale di Polizia Giudiziaria Arcangeli Pio il giorno 27 ottobre 2005 per lo sfratto dalla abitazione

9) - Reclamo all'URP della Questura Centrale di Firenze presentato il giorno 07 novembre 2005.

CIO' PREMESSO INFORMO:
che con riferimento alla concessione di avvalermi del gratuito patrocinio come da lettere dell'Ordine degli Avvocati di Firenze N° protocollo 1768 del 7 Dic 2005, e n° protocollo 1009 del 20Giu06 ho conferito mandato a difendermi nella opposizione allo sfratto dal laboratorio di Via della Colonna 12/rosso e per oppormi al sequestro dei beni mobili rimasti nella mia abitazione di Via dei vanni 45 a Firenze di cui al proc RG all'Avv Fabbroni Silvia Clarice

E CHIEDO:

-che mi sia permesso di avere un prestito per continuare la mia attività lavorativa nei beni ereditati a Cortona a metà con la sorella Adriana e che necessitano di ristrutturazione(devono essere ripristinate le scale messa la luce e l'acqua ma non ho i soldi ) in quanto dopo che sono stato esautorato sia della mia abitazione e di tutti i beni contenuti e sia del laboratorio,per la cui ristrutturazione avevo speso oltre 20 milioni di Lire come da denuncia dei redditi del 1997 e 1998 e 1999, mi trovo in difficoltà economiche e nonostante il ricavato della vendita della abitazione, 160mila euro sia di molto inferiore alle somme che vengono pretese dai creditori e mi debbano ipoteticamente essere restituiti almeno circa centomila euro

-che mi siano corrisposti gli arretrati della pensione di invalidità civile sospesa dal maggio 1995,

-chiedo inoltre che la concessione del gratuito patrocinio venga estesa dall'Ordine degli Avvocati di Firenze o di Genova anche per la difesa nel procedimento 82/97 +338/00, ed anche per avvalermi di questo Avvocato per la difesa :

A)- nelle denunce penali da me proposte e visibili nel sito www.not-usury.com con cui mi sono opposto alla esecuzione della vendita immobiliare di cui al procedimento RG 82/97 + 388/00 , originariamente affidato al giudice Puliga Sebastiano , e dopo la incriminazione di questo giudice da parte della Procura e del Tribunale di Genova, sostituito dal giudice Riccucci Andrea,

PER CHIEDERE LO ANNULLAMENTO DELLA VENDITA ed oppormi allo svuotamento totale dei miei effetti e beni personali che avevo in casa di Via dei Vanni, ma permettermi di recuperare invece immediatamente solo alcuni documenti
ed effetti strettamente personali, ed essere nominato io custode di tali beni ed essere reintegrato nella abitazione di via dei Vanni 45 sino alla nomina di un CTU Consulente Tecnico di Ufficio che verifichi con una perizia giurata :

1)-di verificare la esistenza o meno degli interessi usurari e/ o anatocistici sul mutuo, e sui conti correnti intrattenuti da me con la banca Cassa di Risparmio di Firenze, e le tasse e interessi di mora reclamati dalla medesima banca che è anche esattrice, in base ai dati contabili del mio rapporto con la Cassa di Risparmio di Firenze scannerizzati e memorizzati in un CD già consegnato il 12 Febbraio 05 alla Procura di Via Strozzi e successivamente allegato alla querela verbalizzata il 27Ott05 alla
Questura di Via Zara a Firenze, e consegnato al mio difensore avv Fabbroni.

2)-di verificare la liceità della banca medesima che poi mi ha venduto la abitazione acquistata con il mutuo di segnalarmi a mia insaputa alla Centrale Rischi della Banca di Italia ed al centro del CRIF di Bologna,
impedendomi di fatto di svincolarmi da essa e di accedere comunque ad unprestito presso altri istituti bancari , e mentre la Cassa di Risparmio mi segnalava alla Centrale Rischi ed al CRIF, venivo subissato in Via dei Vanni ed al laboratorio da invitanti pubblicità di prestiti da parte di molteplici e disparate finanziarie private, e di essere risarcito del danno subito

3)-di verificare adesso, con riguardo alle querele e denunce promosse contro Macciò Lino, con un CTU ed una perizia giurata, la corrispondenza ai valori reali, dei valori attribuiti da Macciò alle quote di immobili assegnate nella divisione di Cortona , per stabilire la correttezza della stima fatta dall' ing. Macciò dei beni assegnatimi con riguardo anche alla
ripartizione tra me e mia sorella del conguaglio dovuto dal fratello e ripartito da Macciò nel 1991 ,e di essere risarcito da Macciò del danno subito.E' per colpa della inattendibilità dei valori indicati da Macciò che la divisione si è protratta per più anni tra i Tribunali di Arezzo e Firenze dal 1992 all'agosto 1999, quando indussi infine con tutte le mie forze i mei
fratelli a concludere.

4)- Per verificare quale è la normativa che regola lo sfratto dalla abitazione di un invalido civile al 75%, ed essere reintegrato nella abitazione se non è stata rispettata in considerazione della mia invalidità e se era lecito sfrattarmi dalla abitazione prima che la Procura della Repubblica effettuasse le verifiche da me richieste sulla usura della banca e la vendita giudiziaria della mia abitazione, e l'operato per mio conto dal Macciò e del danno causato dalla sua stima intorno alla quale siamo stati a litigare per anni da 92 al 99 ed è stata poi disattesa anche nella divisione fatta nell'agosto 1999 r

5)- se era veramente dovuto lo importo di 700euro mensili accordate dal giudice Mascagni allo acquirente alla asta della mia abitazione in considerazione dei parametri della stima dell'ing Marilli

B) -Per verificare l'esito ed essere difeso nella querela presentata il 20Dic95 e che allego, per verificare con una perizia giurata la scadenza del contratto ed il canone che dovevo pagare per il fondo in piazza dei Giuochi 5/6rosso, locatomi dallo Istituto Diocesano Sostentamento Clero e parroco Tassi Roberto e richiedere i danni subiti sia da parte dell'Istituto e del parroco che per il diniego di giustizia della magistratura per i motivi indicati nella esposizione dei fatti che di seguito allego

C) - Per essere risarcito dal Ministero degli Interni o da chi spetta farlo, per il danno causatomi dalla Questura con cui il Questore dell'epoca e l'ufficio della questura preposto al rilascio delle licenze mi negarono senza fondamento per anni la licenza per la lavorazione dei preziosi e nonostante tutti i solleciti reclami ed esposti - un esposto lo inviai anche al Presidente della Repubblica Cossiga nel dicembre 1988 e successivamente nel giugno 1989 restituii la scheda elettorale al Sindaco di
Firenze -. La licenza che avevo richiesto nell'ottobre 1986 mi fu rilasciata solo nel maggio 1992 per la stanza al terzo piano, quando non avevo più da quasi un anno il laboratorio, e dopo alcuni giorni che avevo presentato una denuncia e diffida al TAR, al Presidente del Tribunale e dal Questore di Firenze diffidandolo a rilasciarla. Ed accertare il motivo
perchè la questura a me diceva che non rilasciava la licenza per la insalubrità dei locali ( per altezza non sufficente, e cioè m 2,32 e m 2,60 ,( http://www.not-usury.com/images/RelGrott.JPG ) mentre invece adesso e da subito dopo il rilascio v i è un ambulatorio medico ( http://www.not-usury.com/FotoStudioMedGiuchi.htm )

D) - Per essere risarcito dai Carabinieri e/o dal Ministero degli Interni del computer portatile e dell' Hard-Disk distrutti volontariamente dai carabinieri il 7 aprile 2005, e del danno causatomi per il tempo perso per la ricostruzione di tutti i dati informatici (per altro fatta parzialmente) che detenevo nel portatile e nell'hard disck e i vari CD e DVD andati distrutti e per la quale ricostruzione ho dovuto tenere chiuso il laboratorio quasi tre mesi http://www.notusury.com/allegati/doc_D/index.html

Queste mie richiese sono giustificate dalla esposizione dei fatti che allego.


ESPOSIZIONE DEI FATTI.

A conclusione di una vicenda che mi ha reso la vita impossibile per oltre 20 anni per il continuo diniego di giustizia , e che è stata causa di una perdita di tempo impressionante,-mi è stata venduta il 27/febb/2004 alla asta giudiziaria la abitazione di Via dei Vanni 45 a Firenze acquistata con il mutuo, e di cui al procedimento in oggetto RG 82/97 +338/2000 .
Da questa abitazione sono stato sfrattato dalla polizia il 27 luglio del 2005 trascinandomi per i piedi ed i bracci e facendomi rimbalzare con il sedere su ogni scalino, e sbattere la schiena sulla sporgenza di ogni scalino dal quarto piano fin sul selciato della strada nonostante che sono invalido al 75% e nonostante chiedessi di rinviare lo sfratto del tempo necessario a fare le rapide verifiche di cui alle denunce e per cui mi sono opposto (art 644 cp contestato alla banca Cassa di di Firenze e delle
prestazioni di un ingegnere al cui pagamento della notula mi ero opposto con due querele mai prese in considerazione) alla vendita giudiziaria della abitazione .

Nonostante che mi sono opposto a questa vendita con ripetute querele-denunce visibili nel sito www.not-usury.com sono stato sfrattato da questa abitazione senza tenere in alcun conto le motivazioni delle denunce e le verifiche che richiedevo, con l'intervento della polizia il 28 luglio 2005, che mi ha trascinato dal quarto piano fin sul selciato della strada tirandomi per i bracci ed i piedi facendomi sbattere con il sedere e sbattere la schiena su ogni scalino , nonostante la mia invalidità al 75%.

Questa mia vicenda, riguarda due eventi distinti della mia vita a Firenze.

1- Il primo aspetto è quello relativo al mio rapporto di inquilino con lo "Istituto diocesano sostentamento clero"di Firenze quale suo inquilino dal gennaio 1978 al novembre 1994 di due modestissimi locali in Piazza dei Giuochi a Firenze, appartenenti al beneficio parrocchiale della cosiddetta "chiesa di Dante Alighieri" (Documenti digitalizzati di cui al Documento
A, nei CD n° 1 e CD n° 2 allegati alla presente)

2- Il secondo aspetto di questa vicenda è quello relativo alla divisione ereditaria a Cortona con altri due fratelli (Documenti di cui al gruppo B) Il punto di unione di questi due eventi è l'avvocato Alessandrini che è cugino dell'ing. Macciò Lino, ed è l'avvocato che mi ha venduto la abitazione di Via dei Vanni a Firenze, per pretendere il pagamento solo da me dell'intera notula di Macciò a cui deve rispondere anche mia sorella. Lo avvocato Alessandrini è anche il responsabile del mio dissidio con lo Istituto Diocesano Sostentamento Clero /parroco Tassi Roberto, perché è stato mio difensore con procura speciale (genn1985) -poi revocato- all'insorgere della vertenza con l'Istituto Diocesano per la determinazione della durata e del canone del laboratorio di piazza dei Giuochi , e se avesse operato correttamente avrebbe troncato sul nascere una vertenza che
poi si è esasperata e conclusasi con la aggressione che mi ha causato la estrazione dello occhio, la vendita della abitazione e lo sfratto dal laboratorio di Firenze.

Pertanto lo avvocato Alessandrini quale mio ex difensore doveva astenersi procedere contro di me per rivalsa per alcuni esposti-.denunce presentati contro di lui anche al Presidente della Repubblica Cossiga.

Precisazione sul mio rapporto con Istituto Diocesano Sostentamento Clero e parroco Tassi sullo affitto dei locali in P. Giuochi di loro proprietà.

Nel 1978 ebbi in locazione dallo allora parroco Stefani della parrocchia della cosiddetta chiesa di Dante, in affitto (65.000 lire mensili) un modesto laboratorio in piazza dei giuochi 5/6 rosso, per svolgervi la attività di scultore ed incisore di pietre dure, e nel 1980 il medesimoparroco Stefani mi affitta anche un soprastante monolocale al terzo piano
del medesimo immobile pattuendo un canone mensile complessivo di 150.000 lire che pagavo regolarmente a lui o al suo sacrestano Luciano Giannoni.

Nel 1981 muore don Stefani e da questo momento io pago regolarmente direttamente alla curia in piazza del Duomo lo affitto (150.000 lire mensili); e dall'aprile 1982 pago regolarmente lo affitto direttamente al parroco Tassi Roberto che subentra nella conduzione della parrocchia della chiesa di Dante Alighieri.

Questo parroco Tassi Roberto, comincia subito a infastidirmi con continue avances sessuali, alle quali io reagisco molto bruscamente, ed è per questo motivo che il parroco Tassi Roberto nutre per me un vivo rancore che presto si estende anche a tutta la curia di Piazza del Duomo, e costoro, entrambi,cioè la curia vescovile e il Tassi Roberto avvalendosi dello avvocato
  Borgioli, mi rendono la vita impossibile in ogni modo e cercano di sfrattarmi da questi locali con ogni mezzo.

Il parroco Tassi Roberto, quando mi vedeva per la strada, mi additava alle altre persone presenti dicendo di me che ero un poco di buono, un vagabondo, un parassita della chiesa e parlava male di me, dicendo che sarebbe riuscito a sfrattarmi dai locali che avevo in affitto.

Mi assilla con continue richieste di aumenti di affitto che non riconosco dovuti e su consiglio di alcune associazioni chiedo la applicazione dello equo canone per il monolocale al terzo piano per il quale stavo pagando 85.000 lire al mese, e pertanto così il canone dovuto per il monolocale al terzo piano, adibito a prevalente uso abitativo, viene abbassato (8 luglio
1982) a 36.000 lire mensili, mentre per il laboratorio a piano terra, continuo a pagare il canone di 65.000 mensili pattuite con Don Stefani, perché non riconosco dovuti gli aumenti che la curia ed il parroco mi richiedono.

Perché lo aggiornamento non poteva essere richiesto per i primi tre anni, perchè l'originario articolo 32 della legge lo vietava espressamente, e neppure per gli anni successivi, dopo che cambiò la legge perchè non era stato fatto alcun accordo in proposito.

Tramite il mio difensore Bellizzi, manifesto la mia disponibilità a rinnovare il contratto ad un canone maggiorato, ed infine accetto di pagare 84.500 lire mensili -agosto 1983- e pago gli arretrati richiesti dall'avv. Borgioli, che non riconosco dovuti, ma che pago su consiglio dell' avv. Bellizzi che mi disse per farla finita con questa storia, tanto poi gli si potevano richiedere.

Per il laboratorio e nonostante il contratto per esso sia iniziato il primo gennaio 1978, e nonostante il rinnovo del contratto di cui sopra, mi perviene la intimazione dello sfratto per il 31 dic 1985 . Mia sorella Adriana è amica intima dell'ing Macciò Lino, e costei mi suggerisce di rivolgermi all'avv. Alessandrini Alberto che è cugino di Macciò. Così rilascio all'avv. Alessandrini Alberto, su sua richiesta, una procuraspeciale a difendermi ( n° 11.216 del 25 genn. 1985 del notaio Carlo Beltrandi.

L'avv. Alessandrini mi ingarbuglia ancora di più il mio rapporto con l'Istituto Diocesano, tanto che mi pervengono richieste di arretrati ed aumenti di canone per il laboratorio, anche in contraddizione con lo accordo dell'agosto 1983.

Revoco lo avv. Alessandrini perché mi dice che non mi rimaneva che pagare e lo Istituto promuove due cause distinte con due giudici differenti per la determinazione del canone e per la convalida dello sfratto dal laboratorio.

L'Istituto Diocesano chiede con una prima causa al giudice Valeriani la convalida dello sfratto per il 31 dic. 1985, affermando che il contratto è soggetto a proroga, omettendo la data di inizio(1Gen78) per trarre in inganno il giudice.

Con una seconda causa lo Istituto Diocesano chiede al giudice Paparo Domenico la determinazione del canone del laboratorio, affermando questa volta che il contratto non è soggetto a proroga, come in effetti è - e come la sentenza Valeriani riconoscerà poi - ma senza menzionare lo accordo intercorso nell' agosto 1983 da me fatto registrare, ed allegando un conteggio di arretrati di cui chiede la convalida e che sono in contraddizione con lo accordo dell' agosto 1983.

Mi rivolsi allo avv. Cerchiai Umberto (sett. 86) il quale mi disse più volte che tutto andava bene, ma mi giunse (lugl. 87)la sentenza in contumacia del giudice Paparo Domenico che mi condannava in contumacia al pagamento di circa tremilioni di arretrati.

Per le reciproche omissioni denunciai per associazione a delinquere lo "Istituto diocesano sostentamento clero" di Firenze, il parroco Tassi Roberto, l'avv. Borgioli difensore dello Istituto, il mio difensore Cerchiai Umberto, il giudice Paparo Domenico ed il cancelliere della Pretura per le reciproche omissioni.

In seguito a questa denuncia mi pervennero ripetuti solleciti a pagare questi arretrati ai quali mi opposi con altrettanti solleciti al magistrato Margherita Cassano della Procura della Repubblica a verificare la non corrispondenza della sentenza del giudice Paparo alle disposizioni di legge e verificarne gli abusi commessi a mio danno.

Fui annichilito da una aggressione che mi ha causato la estrazione dello occhio destro, e denunciai subito alla polizia e ai carabinieri che avevo riconosciuto in uno degli aggressori il figlio del mio inquilino Visconti Erminio che occupava l'abitazione di Via dei Vanni all'ultimo piano e che stavo apprestandomi a denunciare perché nel procedimento di convalida dello sfratto aveva presentato dichiarazioni contraddette dalle risultanze anagrafiche.

Inoltre quando successivamente sono andato ad abitare in via dei Vanni, mi sono reso conto che il giudice Paparo abitava a piano terra di via dei Vanni 45, per la pubblicità che veniva recapitata anche se via via sempre più raramente in Via dei Vanni ed a lui intestata.

Con questa richiesta di arretrati l' Istituto diocesano sostentamento clero ed il parroco Tassi Roberto, hanno continuato per anni ed anni a molestarmi, con varie cause e infatti nel dicembre 1995, quando non stavo più in piazza dei Giuochi da vari anni, mi pervenne la condanna a pagare circa settemilioni di lire.

Fu cosi che infine presentai una querela alla Procura della Repubblica in Via Strozzi contro il parroco Tassi Roberto e lo Istituto diocesano sostentamento clero denunciando che queste loro molestie con cui mi si chiedevano sempre soldi avevano avuto origine dalla mia brusca reazione di rifiuto alle insistenti avances sessuali del parroco Tassi Roberto, e
pubblicizzai questa querela inviando una molteplicità di fax a varie redazioni , protestando anche con alcuni cartelli e alcune copie della querela, sia davanti al palazzo vescovile che davanti al Tribunale e la Corte di Appello, e ciò per più giorni consecutivi.

Dopo questa mia reazione, ed in seguito , forse, ad un mio sfogo che ebbi più o meno casualmente con alcuni esponenti dell'ambiente ecclesiastico romano, questo assillo degli arretrati è finito.

Un altro aspetto di questa vicenda che si inserisce nel mio rapporto con lo istituto diocesano sostentamento clero, e che mi ha causato un notevole danno, è stato il diniego con cui la questura per favorire lo intento dello istituto a sfrattarmi, ha omesso di rilasciarmi la licenza per la lavorazione dei preziosi, per anni e anni nonostante i solleciti e i reclami e denunce (nel giugno 1989 restituii anche per protesta la scheda elettorale al Sindaco chiedendo che mi fosse rilasciata la licenza, che non mi fu però rilasciata).

La questura giustificò a me che il mancato rilascio era dovuto al fatto che i locali di piazza dei Giuochi n° 5 e 6 rosso, non avevano una altezza sufficiente ed erano antiigienici.

La licenza per la lavorazione dei preziosi richiesta nell'ottobre 1986 mi fu rilasciata nel maggio 1992 solo dopo che inviai una denuncia e diffida al TAR, al Presidente del Tribunale ed al questore di Firenze, per la stanza al terzo piano, quando non avevo più da quasi un anno il laboratorio.

Tutta questa vicenda mi ha fatto perdere una quantità di tempo impressionante , senza parlare poi della perdita dello occhio che è facilmente immaginabile il danno che mi ha causato alla mia attività dicesellatore-orafo.

Finita la questione dello Istituto diocesano si è esasperata quella con la banca Cassa di Risparmio di Firenze , che è una banca cattolica, e che tanto ha fatto che alla fine è riuscita a vendermi la abitazione di via dei Vanni.

Con la banca Cassa di Risparmio di Firenze, avevo contratto il mutuo per lo acquisto della abitazione di via dei Vanni a Firenze, ed inoltre questa banca è anche esattoria comunale.

Sia per la perdita dello occhio che per le vicende precedenti con la curia, che quelle successive relative alla divisione prolungatasi in maniera inverosimile tra i tribunali di Arezzo e Firrenze, ho perduto una infinità di tempo che si è ripercossa nel normale svolgimento della mia attività, materializzata in una perdita economica notevole che mi ha impedito il regolare pagamento delle rate del mutuo e delle tasse.

Questa mia situazione di disagio è stata poi consapevolmente aggravata dalla banca Cassa di Risparmio di Firenze -che notoriamente è una banca di ispirazione strettamente cattolica, e la quale ha dato sfogo alla acredine ed allo astio della curia vescovile contro di me, schiacciandomicon la applicazione di esorbitantiinteressi usurari applicati alle rate scadute del mutuo, ed applicando interessi anatocistici trimestrali esorbitanti in particolare ai due conti correnti che mi aveva costrettoad intrattenere con lei, -ne bastava uno- e applicando interessi usurari di mora esorbitanti alle rate delle imposte che non ero riuscito a pagare alla scadenza. perchè ero costretto dalla banca, con la minaccia di vendermi la casa, a pagare interessi usurari esorbitanti, e che mi hanno appunto impedito a pagare regolarmente le tasse alla loro scadenza.

La acredine della Cassa di Risparmio di Firenze nei miei confronti e la sua determinazione ad ostacolarmi è testimoniata da questo fatto.

Nell'agosto 1999 indussi con tutte le mie forze i miei due fratelli a concludere dal notaio la divisione ereditaria che si protraeva con dispendiodi tempo e denaro da anni presso i tribunali di Arezzo e Firenze senza concludersi per colpa delle volutamente errate valutazioni date dall'ing Macciò Lino, e senza che venisse nominato un tecnico CTU da me ripetutamene richiesto, sin dal 1991 (Consulente tecnico di ufficio) che verificasse i valori attribuiti dall'ing Macciò alle parti e determinasse i conguagli dovuti, ma senza che ciò sia stato mai fatto nonostante le mie ripetute richieste e le denunce querele fatte contro Macciò.

Subito dopo questa divisione notarile (agosto 99) , mio fratello versò 40 milioni a mia sorella e 40 a me, mentre secondo i conteggi di macciò mia sorella doveva avere 40 milioni e 4 milioni io a me. Con il conguaglio di 40 milioni di lire che mio fratello versò saldai con circa 30 milioni la rimanenza di rate scadute del mutuo che la banca reclamava, e per il quale gravava una ipoteca sulla abitazione di via dei Vanni di 75 milioni di lire, esubito dopo mi attivai per vendere la mia parte di immobile per sanare ogni posizione debitoria , ma la Cassa di Risparmio me lo ha impedito pignorandomi la mia quota per circa dieci
milioni di lire, nonostante che il valore dello immobile di Via dei Vanni era più che sufficiente a coprire anche questo pignoramento, perché lo avevo già liberato dalla ipoteca di 75milioni di lire emesso dalla medesima banca a garanzia del mutuo.

Pertanto ribadisco che questa mia situazione con cui si è cercato di schiacciarmi è causata dal comportamento dello Istituto Diocesano sostentamento clero e dal parroco Tassi Roberto , dal comportamento della Cassa di Risparmio di Firenze, e dal comportamento dello ingegnere Macciò Lino, e che il tratto di unione tra il danno causatomi dallo Istituto Diocesano e il danno causatomi dalla stima di Macciò è l'avvocato Alessandrini, cugino di Macciò, e che il comportamento ostile della banca
Cassa di Risparmio di Firenze , per la ispirazione cattolica che anima questa banca, trae origine dalla volontà della medesima banca di perseguire concordemente allo alla curia vescovile la intenzione di nuocermi e molestarmi e di nuocermi.

Inoltre questo trasferimento a Genova si rende necessario per gli ostruzionismi continui di cui sono oggetto oltre a quelli già esposti. Sia l'avvocato Giannangeli che lo acquirente della abitazione mi hanno ripetuto piu volte al telefono che io ero stato denunciato, ma non so da chi, e pertanto ho richiesto piu e piu volte sollecitato la Procura e la Corte di Appello di Firenze di indicarmi se esistevano denunce o querele contro di me, ( come documentato al sito www.not-usury.com ) senza che la procura o la Corte di Appello vi abbiano provveduto nei termini di legge per più di un anno .

Nel settembre del 2004 ho presentato la domanda di aggravamento della invalidità (che gia era stata predisposta dal medico curante Dott Capretti già nel 1998 quando mi accorsi che avevo contratto gravi infezioni del sangue per le trasfusioni conseguenti alla operazione resasi necessaria per la operazione con cui mi fu estratto l'occhio destro), e feci la visita il 25 di gennaio

Denuncio inoltre la complicità della Magistratura di Firenze compresa la Procura della Repubblica e la Corte di Appello di Firenze che non ha effettuato le verifiche da me richieste, per schiacciarmi ancora di più economicamente e costringermi ad essere remissivo alla vendita per costringermi a chiedere a che sia io a chiederedi pagare tutti e di darmi il resto della vendita cosa alla quale mi oppongo senza fare le verifiche che ho chiesto e chiedo di fare immediatamente.

Questo ostruzionismo della Magistratura di Firenze è testimoniato dal fatto che dal luglio 2005, ma anche prima , ho chiesto piu volte inutilmente di visionare il fascicolo relativo a questa vendita all'asta della mi abitazione di via dei Vanni, senza che mi fosse permesso di fare cio, e solo dopo molte insistenze venni a sapere che il fascicolo lo aveva il notaio, poi il notaio non c'era, poi era occcupato, poi era in ferie ecc, infine nel sett 2005 gli inviai una raccomandata e dopo avere fissato un appuntamento con la sua segretaria , mentre chiedevo informazioni sugli atti compiuti dal notaio medesimo, ed in particolare sul libretto ove erano stati depositati il ricavato della vendita, il notaio mi strappò il fascicolo di mano mi disse di recarmi poi al Tribunale. Alla cancelleria fecero la stessa storia,che il fascicolo lo aveva il notaio ancora, che lo aveva il giudice, che io non potevo vederlo ecc, infine feci una denuncia alla Polizia di Via San Zanobi il 27 ottobre 2005 che poi integrai il 07 novembre 2005 sempre a quel comando della Polizia di Stato.Ancora questo fascicolo non ci è stato fatto consultare e ritirare le copie. Ci andò Lei e non lo ritrovavano, ci tornai io piu volte e analogamente la stessa cosa. L'ultima volta mi fecero girare tutti gli uffici dicendo che non lo ritrovavano e all'ora di chiusura quando insistei che se non facevano loro una denuncia della scomparsa ,avrei chiamato io i carabinieri, mi portarono a guardare in un altroufficio, e uscire perchè era ora di chiusura.

Quando fù fissato per lo incontro con il giudice Riccucci il mercoledì 26 aprile, quando arrivai nella porta del giudice Riccucci c'era un biglietto che avvertiva che quel giorno il giudice non riceveva, ma dopo un po vidi un avvocato che gli chiese a tale giudice che era uscito se lui quel giorno riceveva, e lui disse si si ricevo. "A perchè c'è questo foglio", e lui il giudice disse si ma questo non è niente e velocemente lo staccò e accartocciandolo lo fece sparire nella tasca.

Inoltre segnalo la ambiguità delle informazioni e del comportamento datomi dallo Ordine degli Avvocati di Firenze al quale mi sono rivolto sin dall'ottobre 2005 per chiedere come essere ammesso al gratuito patrocinio per essere difeso nelle denunce querele _che ho elencato sopra- con cui mi sono opposto alla vendita, e per poter recuperare i beni (non pignorabili)
necessari per la difesa e la mia attività, e mi fu fatto riempire un modulo che poi è risultato invece essere il modulo relativo esclusivamente per la richiesta di essere difesi in cause civili, e mi fu rilasciato il consensoad usufruire del gratuito patrocinio unicamente per oppormi allo sfratto dal laboratorio, nonostante che nella richiesta avessi esplicitamente richiesto la difesa anche per il recupero dei beni personali. Ancora per telefono nel marzo e aprile 2006 l'ordine degli Avvocati ha continuato a farmi credere che dovessi rivolgermi a loro per avere il gratuito patrocinio nella difesa delle denunce querele fatte, e pertanto inviai la nuova raccomandata n° 12838146132-8, e solo con la loro risposta del 25 maggio 2006 sono stato informato con chiarezza che nei procedimenti penali devo rivolgermi per avere il gratuito patrocinio al giudice che presiede il procedimento.

Inoltre questa ambiguita delle risposte ed informazioni dell'Ordine degli Avvocati di Firenze continua, perchè : primo non si specifica nella lettera n° di protocollo 1009, il numero di ruolo della causa (RG 6856/2006)in cui sono stato ammesso al gratuito patrocinio, e pertanto ho avuto contestazioni nel richiedere la copia autentica gratuita della copia del fascicolo
relativo.

Alla prima udienza del procedimento RG 82/97 presieduto dal Giudice Puliga Sebastiano, versai dieci milioni di lire di accconto alla banca Cassa di Risparmio che versai nelle mani dell'avv D'Alessandro, e contestai gli interessi applicatimi sul mutuo, e chiesi la nomina di un CTU che verificasse la esistenza di interessi usurari, e contestai al Giudice Puliga il fatto che questa mia richiesta del CTU non era stata verbalizzata, ma che era stato verbalizzato unicamente che veniva nominato il CTU unicamente per la stima della mia abitazione, ed il giudice Puliga disse che che quando sarebbe stato nominato il perito, costui avrebbe fatto la stima della abitazione e la verifica di eventuali interessi usurari, ma così non è stato, ed io non insistei perchè il giudice mi disse di stare zitto che avrebbe chiamato i Carabinieri.

Addirittura quando questo perito, l'ing Marilli, fu incaricato di fare la stima dello appartamento, pretese di entrare comunque in casa mia il 3 di ottobre 2002, sfondando la porta coadiuvato dai Carabinieri, nonostante che avessi informato- lui e i carabinieri- che quel giorno non ci sarei stato perchè dovevo partire la mattina presto per partecipare ad una importante mostra internazionale di minerali e gemmologia che si teneva a Torino e per  la quale avevo gia fissato da alcuni mesi, albergo, treno, e locazione della vetrina.

Il giorno 9 febbraio 2005 esposi di persona una sintesi dei fatti essenziali che ho denunciato sopra, (chiedendogli- inutilmente- che venissero verbalizzati) anche al Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Firenze, dal quale mi accompagnò il cancelliere dott.ssa Miceli, subito dopo avere ripresentato alla medesima Miceli il 9 febb05 la stampa della e-mail precedentemente inviata il 19Genn05, e averla informata che la avrei citata dal Giudice di Pace, per il risarcimento dei danni per il tempo che avevo perduto quella mattina per recarmi da lei, e per il suo rifiuto di darmi la copia dei documenti (che stavo chiedendo da giorni e giorni con istanze per fax ed e-mail, telefonate e reclami fatti anche al Consiglio Superiore della Magistratura) relativi alle 16 e 31 marzo 2004 (www.sigillo.info) nonostante che quella mattina stessa per telefono, la dottoressa Fantappiè e la Signora Placanica mi avevano confermato che poyevo recarmi alla Procura Generale, da subito, per avere la copia dei documenti e che mi sarebbe stata rilasciata subito.Quando informai la signora Miceli che per il tempo che avevo perduto, la avrei citata al Giudice di Pace per il suo rifiuto di darmi le copie richieste, la signora Miceli uscì dal suo ufficio gridando:" Procuratore, Procuratore, questa persona mi minaccia". Appena usciti nel corridoio, uscì da una altra stanza un uomo alto sui 50/60 anni che mi confermò di essere il Procuratore Generale, e gli dissi che non era vero che la minacciavo, ma che era la signora Miceli che mi calunniava, ed esposi , dopo, la mia versione dei fatti, esponendogli anche i fatti più gravi che espongo qui, e gli chiesi di essere messo in grado di verbalizzare le mie richieste, e depositare la documentazione, ma lui mi disse nel corridoio che non era il Procuratore della Repubblica, e che non sapeva dirmi dove rivolgermi per fare una denuncia su quei fatti(sopra esposti) e di come venivo trattato alla Procura di Viale Lavagnini e anche dal personale del suo ufficio.

Chiedo inoltre di essere messo in grado di accedere ad un prestito che mi permetta di riprendere la attività, e che siano sequestrati i beni della mia casa

Con ossequio
per. agr.Luciano Mario Rossi


Allego la copia della e-mail con cui la avvocatessa Fabbroni rinuncia senza motivo a difendermi che mi ha inviato questa sera 23 ottobre 2006.